Biografia dello Shihan Gino Nosi

 

Sono nato a Lecce, affascinante città del Salento, il 1° Settembre del 1956 anche se all’anagrafe sono stato registrato giorno 5 Settembre.

Da adolescente ho praticato Judo sotto la guida del Maestro Rocco Quarta, e pugilato con il Maestro Toticchio Solombrino; il pugilato mi piaceva molto, ma mio padre, che non vedeva di buon occhio questa mia pratica, mi costrinse ad abbandonarlo.

Durante il servizio militare, espletato nel Corpo dei Bersaglieri, facevo le mezze maratone, ma la mia vera attività nel mondo dello Sport è iniziata nel 1977, con l’inizio della pratica delle Arti Marziali. Infatti da quel momento in poi ho sempre seguito la Via, il "DO". In quell'anno infatti, dopo essermi cimentato nei 100 e nei 200 metri di atletica leggera, ho iniziato la pratica del Karate, sotto la guida del Maestro Cosimo Spedicato.

Successivamente ho appreso e in seguito mi sono specializzato anche in altre discipline: Kobudo, Aikido, Ju-Jitsu, Iaido e T.D.Krav Maga.

La mia prima palestra è stata fondata nel 1982 in via Ascanio Grandi con mia moglie Veronica e il mio amico d’infanzia Tonino Demonte, all'epoca lui cintura marrone ed io 2° dan, conseguito poco dopo l'apertura.

Nonostante sia uno SHIHAN e abbia fatto innumerevoli esperienze con i più grandi Maestri a livello internazionale, mi sento ancora un atleta e, soprattutto, un educatore, che negli anni ha formato tanti allievi sempre nello spirito del rispetto delle regole e nella trasmissione di quelli che sono i valori veri e profondi della vita, mai disgiunti da quelle che sono le regole basilari del vivere civile.

Per notizie più approfondite sulla mia vita sportiva potete acquistare il mio libro o leggere il mio curriculum.

Auguro a tutti di trovare un buon Maestro per iniziare la ricerca del "DO" delle Arti Marziali e ricordate che un buon Maestro/Educatore deve: CONOSCERE, SAPER FARE E SAPER FAR FARE E, SOPRATTUTTO, DEVE ESSERE E NON APPARIRE ...UMILTÀ ...UMILTÀ ...UMILTÀ.

Soltanto così le Arti Marziali possono diventare davvero un veicolo trainante per tanti giovani e possono divenire non soltanto mezzo di crescita tecnica ma, soprattutto, scuola di vita.